Quattro anni di Alleanza, un’agenda per il futuro
Questo lavoro non si esaurisce qui.
In quattro anni l'Alleanza per le Transizioni Giuste è diventata qualcosa che nel 2023 non esisteva ancora: una comunità nazionale capace di tenere insieme amministratori e attiviste, ricercatori e organizzazioni di tutta Italia attorno a un metodo semplice, partire da ciò che funziona nei territori per costruire politiche nazionali più giuste.
Tre edizioni del Forum. Un protocollo che ha unito Comune di Bologna, ARCI e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, poi l’alleanza allargata a 17 organizzazioni attive a livello nazionale, riconosciute per le loro attività, poi ad ALI – Lega delle Autonomie Locali. Un libro, Città possibile, che raccoglie pratiche e visioni per una politica urbana trasformativa. E tanti documenti, frutto di incontri e seminari creando connessioni tra chi è in prima linea, per sentirsi meno soli di fronte alle grandi sfide, per mettere a terra proposte come cantieri discussi e condivisi tra chi lavora ogni giorno nelle scuole, nelle case di comunità, nei piccole e grandi città, dentro e fuori le amministrazioni, nei circoli, negli spazi culturali di nuova generazione, nel digitale.
Dopo 4 anni di incontri, pensiamo che le elezioni del 2027 meritano tutta l'attenzione delle energie e delle relazioni che l'Alleanza ha costruito, senza sovrapposizioni e il rischio che un percorso nato per unire diventi, anche involontariamente, terreno di parte. È una scelta di responsabilità verso ciò che abbiamo costruito insieme. Per questo mettiamo in pausa le attività, ma restano, scritte nero su bianco e condivise da tutta la rete, le proposte. Per ripartire dopo le elezioni.
Abbiamo lavorato ad un report che contiene le nostre proposte, di rottura come le abbiamo definite, su cui l'Alleanza ha lavorato in questi anni. Parliamo di:
- Abitare — un Piano Casa strutturale e il recupero del patrimonio immobiliare pubblico, sottraendolo alla speculazione per restituirlo a usi civici e di comunità.
- Lavoro — salario minimo, pensione dignitosa, eliminazione dei falsi contratti nei settori della cura, dell'educazione e della ricerca, a partire dal coinvolgimento reale dei sindacati.
- Ecologia e industria — una politica industriale che metta lo Stato al centro della decarbonizzazione, con Comunità Energetiche Rinnovabili pensate a vantaggio dei territori.
- Nuove generazioni — un patto intergenerazionale che parta dalla scuola come primo luogo di democrazia deliberativa, dal voto ai fuorisede, da un'eredità universale che svincoli le scelte di vita dal patrimonio familiare.
- Prossimità — circoli, case di quartiere, scuole aperte, biblioteche come presidi permanenti di welfare di comunità e di cultura, con risorse stabili e non solo investimenti a spot.
- Digitale — trasparenza e responsabilità degli algoritmi, alfabetizzazione critica, infrastrutture pubbliche che tengano il passo di piattaforme e big tech.
Non sono intuizioni estemporanee: sono il risultato di tre edizioni del Forum, di laboratori tematici, di centinaia di persone da tutto il paese, di chi in quattro anni ha messo insieme esperienze concrete da ogni angolo del Paese.
Ed è a loro che ci rivolgiamo ora. Ai movimenti, ai Comuni, alle fondazioni e alle organizzazioni, alle imprese, ai media che hanno reso possibile questo percorso: grazie, ma non basta.
Riprenderemo le attività dopo le elezioni del 2027 ma ora vi chiediamo di prendere in carico queste proposte e di portarle avanti, ciascuno nel proprio spazio d'azione, perché non restino patrimonio di un'alleanza in pausa ma diventino agenda condivisa di chi, da qui alle elezioni comunali e nazionali del 2027, dovrà scrivere il futuro delle nostre politiche pubbliche.
Il lavoro fatto insieme non chiede di essere custodito: chiede di essere usato.
